{"id":3776,"date":"2023-04-26T11:41:52","date_gmt":"2023-04-26T09:41:52","guid":{"rendered":"http:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?page_id=3776"},"modified":"2024-02-26T12:11:06","modified_gmt":"2024-02-26T11:11:06","slug":"presentazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?page_id=3776","title":{"rendered":"Presentazione"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">\n<h2><span style=\"font-size: 12pt;\">Estratto dal volume speciale <em>Ostia. Architettura e citt\u00e0 in cento anni di storia<\/em> (2020)<\/span><\/h2>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">La scelta, alquanto insolita, di dedicare un volume speciale del Bollettino d\u2019Arte alla storia urbanistica e architettonica di un\u2019intera citt\u00e0 \u201cmoderna\u201d, deriva dall\u2019evidente unicit\u00e0 del luogo.<br \/>\nOstia Lido (nome comunemente utilizzato per definire quello che, negli atti ufficiali, \u00e8 oggi il \u201cLido di Ostia\u201d), nasce infatti ex novo all\u2019inizio del XX secolo a poca distanza da Roma, in un\u2019area fino a quel momento deserta e dominata dalla macchia mediterranea, dalle dune e dalla malaria e che alcuni secoli prima addirittura non esisteva, perch\u00e9 corrispondeva al tratto del Mar Tirreno sul quale affacciava la ricca e cosmopolita Ostia Antica. Non \u00e8, quindi, una tipica citt\u00e0 \u201cstratificata\u201d, cresciuta per addizione o per sostituzione nel corso dei secoli e dove sono presenti testimonianze di varie epoche; tuttavia, allo stesso tempo, non pu\u00f2 essere assimilata ai centri novecenteschi di nuova fondazione \u2014 come, ad esempio, Sabaudia e Latina \u2014 che sono contraddistinti da una coerente omogeneit\u00e0 nella forma urbana e nei caratteri stilistici degli edifici. Le vicende che portano allo sviluppo di Ostia Lido sono, in effetti, molto pi\u00f9 complesse: anche se le sue prime costruzioni appartengono a un\u2019epoca dominata dall\u2019eclettismo in cui la pianificazione dei suburbi metropolitani trae ancora ispirazione delle garden\u2013towns inglesi, da un romantico approccio \u201cambientista\u201d e dalla ricerca del pittoresco, nel corso del tempo la cittadina muta pi\u00f9 volte il suo ruolo e la sua facies, adeguandoli alle necessit\u00e0 di Roma, alla quale \u00e8 da sempre legata da un rapporto indissolubile e spesso contraddittorio. Cos\u00ec, negli anni compresi tra le due Guerre Mondiali \u00e8 dapprima sede dell\u2019utopistico e mai realizzato porto marittimo\u2013industriale (che, attraverso lo scavo di un lungo canale artificiale, doveva collegare il Tirreno con un vasto bacino situato presso la Basilica di San Paolo) e, insieme, ameno sobborgo a vocazione turistico\u2013balneare, dove i cittadini di ogni classe sociale possono usufruire dei benefici del sole e della talassoterapia; dopo pochi anni, per volont\u00e0 del Governo fascista, si trasforma invece nel quartiere sul mare della Capitale, cambiando nome per la prima volta: dalle iniziali \u201cOstia nuova\u201d oppure \u201cOstia mare\u201d, al pi\u00f9 moderno e adeguato \u201cLido di Roma\u201d.<br \/>\n\u00c8 questa, senz\u2019altro, l\u2019et\u00e0 d\u2019oro di Ostia Lido, che coincide con gli anni compresi tra il 1925 e il 1940. Pi\u00f9 volte immortalata nei filmati dell\u2019Istituto Luce e scenario privilegiato della propaganda di regime, la citt\u00e0 \u00e8 sede di numerosi avvenimenti storici e di costume; diventa inoltre terreno di sperimentazione per i giovani architetti razionalisti italiani, che hanno modo di esprimere liberamente le loro nuove idee realizzando edifici pubblici e privati di altissimo livello, mentre nella vicina Ostia Antica fervono gli scavi archeologici e le sistemazioni del verde, quest\u2019ultime ampiamente documentate nel presente volume.<br \/>\nDopo la Seconda Guerra Mondiale \u2014 quando, non a caso, viene nuovamente modificata la sua denominazione (da \u201cLido di Roma\u201d a \u201cOstia Lido\u201d e, poi, \u201cLido di Ostia\u201d) \u2014 la citt\u00e0 \u00e8 soggetta a un altro mutamento di ruolo: i suoi settori di espansione (ma, purtroppo, anche alcuni brani del lungomare e del quadrante \u201cstorico\u201d) vengono infatti omologati agli altri quartieri periferici di Roma, con costruzioni nelle quali, con rare eccezioni, domina l\u2019edilizia speculativa. Inoltre, soprattutto nella zona di ponente, il sorgere di insediamenti semiabusivi o totalmente spontanei determina l\u2019incremento della criminalit\u00e0. Fortunatamente restano intatte le sue spiccate peculiarit\u00e0 naturalistiche e ambientali che, anche in virt\u00f9 della vicinanza con Cinecitt\u00e0, la rendono un set perfetto per il cinema, come testimoniano i numerosi film girati da registi di fama internazionale (tra i quali, Federico Fellini e, pi\u00f9 recentemente, Woody Allen).<br \/>\nSebbene i problemi non siano ancora stati risolti, le proposte per il restyling del lungomare e per la riqualificazione del suo territorio dimostrano come Ostia Lido riscuota l\u2019interesse degli studiosi e dei maggiori progettisti italiani e sia inoltre ampiamente proiettata verso il futuro: insieme alla sempre maggiore valorizzazione VII delle straordinarie componenti ambientali (il mare, la foce del Tevere, la Pineta di Castelfusano) in cui \u00e8 immersa. Obiettivo prioritario sar\u00e0 quello di provvedere alla tutela del patrimonio architettonico di Ostia Lido secondo i corretti criteri del \u201crestauro del moderno\u201d per gli edifici pi\u00f9 rappresentativi, ma anche salvaguardando la parte residua del delicato tessuto urbano degli anni Venti e Trenta del Novecento e l\u2019aspetto delle fabbriche, cosiddette \u201cminori\u201d, che lo compongono.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"right\">Federica Galloni<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estratto dal volume speciale Ostia. 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