{"id":4475,"date":"2023-05-02T12:53:03","date_gmt":"2023-05-02T10:53:03","guid":{"rendered":"http:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?p=4475"},"modified":"2023-09-19T13:16:02","modified_gmt":"2023-09-19T11:16:02","slug":"rassegna-di-bibliografia-archeologica-piemonte-1980-1984-allegato-al-n-44-45-1987","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?p=4475","title":{"rendered":"1987 &#8211; Rassegna Di Bibliografia Archeologica. Piemonte: 1980-1984 (Allegato Al N. 44-45)"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\"><a title=\"Allegato al numero 44-45\" href=\"http:\/\/www.bollettinodarte.beniculturali.it\/opencms\/multimedia\/BollettinoArteIt\/documents\/1570029613334_Rassegna_di_bibliografia_archeologica.pdf\">(Scarica il pdf dell&#8217;intero volume)<\/a><\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">La proposta di redigere una \u201cRassegna di bibliografia archeologica\u201d dedicata all\u2019Italia settentrionale ci venne fatta qualche anno fa, quando gi\u00e0 si stava completando il primo contributo sul\u00a0<em>Bollettino d\u2019Arte<\/em>\u00a0a cura di Pier Giovanni Guzzo e Rita Paris (<em>BdA,<\/em>\u00a021, 1983, pp. 99-135).Seppur piacevolmente interessati a raccogliere lavori di colleghi con i quali le occasioni di scambio, pur operando in regioni limitrofe, non sono frequenti, difficolt\u00e0 di varia natura, non ultima tra le quali la mancanza di una grande biblioteca specialistica ed i pressanti impegni d\u2019ufficio, hanno suggerito un drastico ridimensionamento della \u201cRassegna\u201d, dedicandola esclusivamente al territorio piemontese.Di conseguenza alla limitazione geografica \u00e8 scaturita poi la decisione di ampliare l\u2019arco cronologico (dalla preistoria all\u2019archeologia medievale) con la collaborazione dei colleghi specialisti e soprattutto di prendere in considerazione un quinquennio di ricerche, dal 1980 al 1984.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<p>La rassegna piemontese \u00e8 cos\u00ec venuta finalizzandosi al nostro operare in una Soprintendenza periferica, della quale ricalca l\u2019ambito geografico ed il periodo cronologico di intervento \u00e8 naturale quindi un confronto con la bibliografia sulla Magna Grecia e sulla Sicilia, di cui era stato nel frattempo pubblicato l\u2019aggiornamenti relativo agli anni 1982-1983 (<em>BdA<\/em>, 29 (Allegato), 1985, pp. 5-59), sarebbe ingeneroso ed inopportuno, tanto distanti sono le linee ispiratrici dei due lavori \u00e8 appena il caso di ricordare che il Piemonte archeologico \u00e8 tutt\u2019altra cosa, in particolare come tradizione di studi, da regioni profondamente interessate alla ricerca come la Magna Grecia e la Sicilia. In realt\u00e0 il Piemonte non possiede affatto una radicata tradizione di studi archeologici: poche e spesso isolate figure di studiosi compaiono nella storia dell\u2019archeologia piemontese; la tensione della tutela ed allo studio, vivace nell\u2019Ottocento, \u00e8 andata affievolendosi sino rinchiudersi in una dimensione pi\u00f9 locale e modesta, quasi di riflesso alla profonda crisi regionale oltre che cittadina, seguita al trasferimento della capitale sabauda fino alla ripresa come \u201ccitt\u00e0 industriale\u201d. Sar\u00e0 poi questo processo di industrializzazione ed espansione edilizia, divenuto assolutamente egemone, che far\u00e0 s\u00ec che la citt\u00e0 di Torino, nella quale sono, fin ad ora, concentrate l\u2019unica Soprintendenza Archeologica, l\u2019Universit\u00e0 degli studi ed il Museo Nazionale di Antichit\u00e0, giochi un ruolo accentratore, contribuendo a diffondere un\u2019immagine della regione come \u201cun caso a s\u00e9\u201d, ed impedendo di fatto le possibilit\u00e0 di confronto, il ricambio delle persone e delle idee. Se si aggiunge che la Soprintendenza Archeologica \u00e8 sempre stata fortemente penalizzata quanto a dotazione di personale e che l\u2019Universit\u00e0 si \u00e8 da tempo specializzata soprattutto nei settori di orientalistica ed egittologia, coerentemente con le collezioni prestigiose conservate nel maggior museo cittadino, nel cui edificio le raccolte archeologiche greco-romane e di provenienza locale trovavano uno spazio assolutamente sacrificato, non pu\u00f2 stupire che l\u2019interesse per l\u2019antichit\u00e0 del Piemonte sia stato ben scarso e che dopo le figure di Febretti (1816-1894) e di Barocelli (1887-1981) abbia trovato pochi e non sempre validissimi epigoni. Sulla base di queste ed altre considerazioni si \u00e8 pensato di dare alla rassegna dedicata al Piemonte un taglio pi\u00f9 rispondente all\u2019immediata funzionalit\u00e0 ed utilit\u00e0.Per una ragione poco conosciuta dal punto di vista storico-archeologico come il Piemonte, dovendosi ancora far riferimento all\u2019ormai dotato C. Carducci,\u00a0<em>Arte Romana in Piemonte<\/em>, Torino 1968, si \u00e8 ritenuto indispensabile inserire, sia nella sezione di \u201cprotostoria e linguistica preromana\u201d che in quella di \u201cstoria romana ed epigrafia\u201d, tutte le pubblicazioni che hanno come oggetto lo studio di materiale di provenienza locale, cos\u00ec come nella seriazione cronologica, resasi necessaria vendo ampliato l\u2019arco preso in esame dalla preistoria al medioevo, sono stati schedati, per l\u2019et\u00e0 classica, anche gli studi storici che in qualche modo si riferiscono al Piemonte. Questo perch\u00e9, essendo scarsa la documentazione letteraria e ancora in gran parte in corso di revisione quella epigrafica, gli studi storici non possono non tenere conto di eventuali conferme archeologiche, n\u00e9, d\u2019altro canto, \u00e8 possibile interpretare correttamente dati e segnalazioni di scavo senza fare riferimento ad un quadro generale, per quanto mal noto e ancora da approfondire. Non sfuggir\u00e0 infatti che sono scarsi, per non dire inesistenti, i lavori d\u2019insieme e che la divisione degli \u201cstudi su argomenti\u201d (architettura ed urbanistica, prodotti metallurgici, produzioni fittili, ecc.) per il Piemonte ha scarso significato, allo stato attuale delle ricerche, poich\u00e9 tali studi sono ancora in gran parte da impostare. \u00c8 invece sorprendente la quantit\u00e0 di brevi note storico-topografiche, spesso opera di studiosi locali, in cui sfugge il preciso oggetto della ricerca, soprattutto il senso diacronico: in mancanza di quadri di insieme di consolidata autorevolezza, con dati a disposizione tanto frammentari, la tentazione della \u201ccarta archeologica\u201d fine a se stessa \u00e8 costantemente presente. Anche per questo non avrebbe senso, limitatamente al Piemonte, prendere in considerazione soltanto il periodo dell\u2019antichit\u00e0 classica, che coincide con i secoli dell\u2019ultima repubblica e dell\u2019impero romano: si \u00e8 preferito scegliere come limiti cronologici l\u2019intero arco delle testimonianze archeologiche, a partire dal paleolitico e concludendo con il medioevo, senza tuttavia trascurare rinvenimenti e scavi di et\u00e0 post-medievale, pur presenti nell\u2019attivit\u00e0 sul territorio. Cos\u00ec ampliato l\u2019arco cronologico e limitato l\u2019ambito geografico, questa \u201cRassegna di bibliografia Archeologica\u201d, dedicata ad un quinquennio di ricerche e cio\u00e8 ad un periodo sufficientemente ampio per fornire una panoramica degli studi, non pu\u00f2 non costituire anche un bilancio per le istituzioni che operano nella regione e principalmente per la Soprintendenza Archeologica. Gli anni presi in esame coincidono con quelli del trasferimento del Museo di Antichit\u00e0 di Torino nella sua nuova sede: non deve dunque stupire che gli studi sui materiali del museo siano scarsi e gli interessi di studiosi esterni, qui raccolti per quanto possibile, siano stati episodici ed incidentali. Prevalgono le citazioni per confronto ed in genere limitate agli oggetti ed ai monumenti pi\u00f9 famosi: il tesoro di Marengo, il fregio dell\u2019arco di Susa, i bronzetti di\u00a0<em>Industria<\/em>. N\u00e9 la Soprintendenza, con i materiali incassati ed i lavori edilizi del nuovo museo da terminare, era in condizione di incoraggiare studi pi\u00f9 particolareggiati e finalizzati, anche se urgenti in vista del nuovo allestimento museale. L\u2019attivit\u00e0 sul territorio si \u00e8 invece grandemente dilatata e fatta sempre pi\u00f9 capillare, mano a mano che venivano inseriti in organico nuovi ispettori ed assistenti e proprio perci\u00f2 si \u00e8 avvertita subito l\u2019esigenza di rendere noti i primi risultati con la pubblicazione regolare dei \u201cQuaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte\u201d. Anche qui sono pochi gli studi complessivi e prevalgono le segnalazioni e le notizie preliminari, ma l\u2019elenco dei ritrovamenti e scavi si fa sempre pi\u00f9 ampio e meno casuale ed iniziano a comparire le prime pubblicazioni di scavi stratigrafici e di materiali. All\u2019opposto della fatica degli autori della \u201cRassegna\u201d dedicata alla Magna Grecia e Sicilia, che si sono trovati a fare i conti con un\u2019enorme \u201cdispersione del pubblicato\u201d, \u201canche perch\u00e9 sia la dispersione degli oggetti sia l\u2019interesse che questi rivestono hanno condotto ricercatori, si pu\u00f2 dire di ogni paese, ad investigare l\u2019antica storia dell\u2019Italia Meridionale\u201d, per la bibliografia archeologica del Piemonte si deve fare riferimento, per la massima parte, a riviste locali, a volte non facilmente reperibili fuori dall\u2019ambito geografico della regione. L\u2019inevitabile incompletezza che potr\u00e0 essere rilevata non riguarder\u00e0 probabilmente questo tipo di contributi, che sono stati raccolti con relativa facilit\u00e0, ma un altro tipo \u201cdi dispersione del pubblicato\u201d che si attua con miscellanee o anche con le monografie in cui il Piemonte viene trattato incidentalmente nell\u2019ambito di ricerche pi\u00f9 vaste. Si auspica quindi che lo strumento di lavoro qui presentato incoraggi i colleghi che operano in regioni limitrofe ad aderire a questa utile iniziativa del\u00a0<em>Bollettino d\u2019Arte\u00a0<\/em>con lo scopo di disporre in futuro di tante \u201cRassegne\u201d dedicate all\u2019Italia settentrionale in cui le composite e frammentarie conoscenze locali trovino un loro coerente filo conduttore al di l\u00e0 delle \u201ccarte archeologiche\u201d regionali.<\/p>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">Avvertenza<\/div>\n<div align=\"justify\">1) La rassegna di bibliografia archeologica sul Piemonte segnala il contenuto di studi a carattere archeologico in puntate quinquennali.<\/div>\n<div align=\"justify\">2) I criteri di ordinamento delle schede, gli indici e le abbreviazioni seguono l\u2019impostazione delle rassegne di bibliografia archeologica gi\u00e0 edite.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<div>3)\u00a0Le mostre ed i convegni sono schedati tra le opere generali se hanno avuto luogo in Piemonte, le relazioni singole sono schedate nella sede appropriata.<\/div>\n<div>4)\u00a0Gli \u201cStudi su argomenti\u201d comprendono anche studi su collezioni museali, se di provenienza piemontese, diversamente sono schedati tra i \u201cMusei e Collezioni\u201d con rimando alle opere pi\u00f9 significative.<\/div>\n<div>\n<p>5)\u00a0Sotto \u201cRitrovamenti, scavi e restauri\u201d sono schedate tutte le pubblicazioni, sia a livello di notizia che di relazione definitiva di scavo; ove i materiali siano trattati con particolare ampiezza sono stati richiamati negli \u201cStudi su argomenti\u201d.<\/p>\n<div>SOMMARIO<\/div>\n<div>\n<div>I.\u00a0 \u2013\u00a0OPERE GENERALI<br \/>\na)\u00a0Opere Generali<br \/>\nb)\u00a0Mostre e Convegni<br \/>\nc)\u00a0Opere Miscellanee<br \/>\nd)\u00a0Guide e Rassegne<br \/>\ne)\u00a0Storia delle conoscenze<\/p>\n<div><\/div>\n<div>II. \u2013\u00a0STUDI SU ARGOMENTI<br \/>\na) Preistoria<br \/>\nb) Protostoria e linguistica preromana<br \/>\nc) Incisioni rupestri<br \/>\nd) Storia romana ed Epigrafia<br \/>\ne) Centurazione, Strade ed Organizzazione del territorio<br \/>\nf) Architettura ed Urbanistica di et\u00e0<br \/>\ng) Arte romana<br \/>\nh) Ceramica ed altri materiali di et\u00e0 romana<br \/>\ni) Archeologia cristiana e altomedievale<br \/>\nj) Archeologia medievale e post-medievale<\/p>\n<div><\/div>\n<div>III.\u00a0 \u2013\u00a0RITROVAMENTI, SCAVI E RESTAURI<br \/>\n(in ordine alfabetico dei siti interessati)<\/p>\n<div><\/div>\n<div>IV. \u2013\u00a0MUSEI E COLLEZIONI<br \/>\n(in ordine alfabetico dei siti ove sono conservati i materiali)<\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>V. \u2013\u00a0ATTIVIT\u00c0 DELLA SOPRINTENDENZA<\/p>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>INDICI<br \/>\na) Autori delle opere schedate<br \/>\nb) Siti nominati<br \/>\nc) Riviste e collane consultate<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Scarica il pdf dell&#8217;intero volume) La proposta di redigere una \u201cRassegna di bibliografia archeologica\u201d dedicata all\u2019Italia settentrionale ci venne fatta qualche anno fa, quando gi\u00e0 si stava completando il primo contributo sul\u00a0Bollettino d\u2019Arte\u00a0a cura di Pier Giovanni Guzzo e Rita Paris (BdA,\u00a021, 1983, 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href=\"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?cat=975\" rel=\"category\">Serie VI<\/a>,<a href=\"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?cat=64\" rel=\"category\">Supplementi<\/a>","tags_info":"","social_share_info":"<a data-share=\"facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?p=4475\" class=\"pl-facebook-share social-share-default pl-social-share\" target=\"_blank\"><i class=\"fab fa-facebook-f\" aria-hidden=\"true\"><\/i><\/a><a data-share=\"twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/share?url=https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?p=4475\" class=\"pl-twiiter-share social-share-default pl-social-share\" target=\"_blank\"><i class=\"fab fa-twitter\" aria-hidden=\"true\"><\/i><\/a><a data-share=\"linkedin\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?url=https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/?p=4475\" class=\"pl-linkedin-share social-share-default pl-social-share\" target=\"_blank\"><i class=\"fab fa-linkedin-in\" 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ispiratrici dei due lavori \u00e8 appena il caso di ricordare che il Piemonte archeologico \u00e8 tutt\u2019altra cosa, in particolare come tradizione di studi, da regioni profondamente interessate alla ricerca come la Magna Grecia e la Sicilia. In realt\u00e0 il Piemonte non possiede affatto una radicata tradizione di studi archeologici: poche e spesso isolate figure di studiosi compaiono nella storia dell\u2019archeologia piemontese; la tensione della tutela ed allo studio, vivace nell\u2019Ottocento, \u00e8 andata affievolendosi sino rinchiudersi in una dimensione pi\u00f9 locale e modesta, quasi di riflesso alla profonda crisi regionale oltre che cittadina, seguita al trasferimento della capitale sabauda fino alla ripresa come \u201ccitt\u00e0 industriale\u201d. 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Se si aggiunge che la Soprintendenza Archeologica \u00e8 sempre stata fortemente penalizzata quanto a dotazione di personale e che l\u2019Universit\u00e0 si \u00e8 da tempo specializzata soprattutto nei settori di orientalistica ed egittologia, coerentemente con le collezioni prestigiose conservate nel maggior museo cittadino, nel cui edificio le raccolte archeologiche greco-romane e di provenienza locale trovavano uno spazio assolutamente sacrificato, non pu\u00f2 stupire che l\u2019interesse per l\u2019antichit\u00e0 del Piemonte sia stato ben scarso e che dopo le figure di Febretti (1816-1894) e di Barocelli (1887-1981) abbia trovato pochi e non sempre validissimi epigoni. Sulla base di queste ed altre considerazioni si \u00e8 pensato di dare alla rassegna dedicata al Piemonte un taglio pi\u00f9 rispondente all\u2019immediata funzionalit\u00e0 ed utilit\u00e0.Per una ragione poco conosciuta dal punto di vista storico-archeologico come il Piemonte, dovendosi ancora far riferimento all\u2019ormai dotato C. Carducci,\u00a0<em>Arte Romana in Piemonte<\/em>, Torino 1968, si \u00e8 ritenuto indispensabile inserire, sia nella sezione di \u201cprotostoria e linguistica preromana\u201d che in quella di \u201cstoria romana ed epigrafia\u201d, tutte le pubblicazioni che hanno come oggetto lo studio di materiale di provenienza locale, cos\u00ec come nella seriazione cronologica, resasi necessaria vendo ampliato l\u2019arco preso in esame dalla preistoria al medioevo, sono stati schedati, per l\u2019et\u00e0 classica, anche gli studi storici che in qualche modo si riferiscono al Piemonte. 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Non sfuggir\u00e0 infatti che sono scarsi, per non dire inesistenti, i lavori d\u2019insieme e che la divisione degli \u201cstudi su argomenti\u201d (architettura ed urbanistica, prodotti metallurgici, produzioni fittili, ecc.) per il Piemonte ha scarso significato, allo stato attuale delle ricerche, poich\u00e9 tali studi sono ancora in gran parte da impostare. \u00c8 invece sorprendente la quantit\u00e0 di brevi note storico-topografiche, spesso opera di studiosi locali, in cui sfugge il preciso oggetto della ricerca, soprattutto il senso diacronico: in mancanza di quadri di insieme di consolidata autorevolezza, con dati a disposizione tanto frammentari, la tentazione della \u201ccarta archeologica\u201d fine a se stessa \u00e8 costantemente presente. Anche per questo non avrebbe senso, limitatamente al Piemonte, prendere in considerazione soltanto il periodo dell\u2019antichit\u00e0 classica, che coincide con i secoli dell\u2019ultima repubblica e dell\u2019impero romano: si \u00e8 preferito scegliere come limiti cronologici l\u2019intero arco delle testimonianze archeologiche, a partire dal paleolitico e concludendo con il medioevo, senza tuttavia trascurare rinvenimenti e scavi di et\u00e0 post-medievale, pur presenti nell\u2019attivit\u00e0 sul territorio. Cos\u00ec ampliato l\u2019arco cronologico e limitato l\u2019ambito geografico, questa \u201cRassegna di bibliografia Archeologica\u201d, dedicata ad un quinquennio di ricerche e cio\u00e8 ad un periodo sufficientemente ampio per fornire una panoramica degli studi, non pu\u00f2 non costituire anche un bilancio per le istituzioni che operano nella regione e principalmente per la Soprintendenza Archeologica. 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L\u2019attivit\u00e0 sul territorio si \u00e8 invece grandemente dilatata e fatta sempre pi\u00f9 capillare, mano a mano che venivano inseriti in organico nuovi ispettori ed assistenti e proprio perci\u00f2 si \u00e8 avvertita subito l\u2019esigenza di rendere noti i primi risultati con la pubblicazione regolare dei \u201cQuaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte\u201d. Anche qui sono pochi gli studi complessivi e prevalgono le segnalazioni e le notizie preliminari, ma l\u2019elenco dei ritrovamenti e scavi si fa sempre pi\u00f9 ampio e meno casuale ed iniziano a comparire le prime pubblicazioni di scavi stratigrafici e di materiali. All\u2019opposto della fatica degli autori della \u201cRassegna\u201d dedicata alla Magna Grecia e Sicilia, che si sono trovati a fare i conti con un\u2019enorme \u201cdispersione del pubblicato\u201d, \u201canche perch\u00e9 sia la dispersione degli oggetti sia l\u2019interesse che questi rivestono hanno condotto ricercatori, si pu\u00f2 dire di ogni paese, ad investigare l\u2019antica storia dell\u2019Italia Meridionale\u201d, per la bibliografia archeologica del Piemonte si deve fare riferimento, per la massima parte, a riviste locali, a volte non facilmente reperibili fuori dall\u2019ambito geografico della regione. L\u2019inevitabile incompletezza che potr\u00e0 essere rilevata non riguarder\u00e0 probabilmente questo tipo di contributi, che sono stati raccolti con relativa facilit\u00e0, ma un altro tipo \u201cdi dispersione del pubblicato\u201d che si attua con miscellanee o anche con le monografie in cui il Piemonte viene trattato incidentalmente nell\u2019ambito di ricerche pi\u00f9 vaste. Si auspica quindi che lo strumento di lavoro qui presentato incoraggi i colleghi che operano in regioni limitrofe ad aderire a questa utile iniziativa del\u00a0<em>Bollettino d\u2019Arte\u00a0<\/em>con lo scopo di disporre in futuro di tante \u201cRassegne\u201d dedicate all\u2019Italia settentrionale in cui le composite e frammentarie conoscenze locali trovino un loro coerente filo conduttore al di l\u00e0 delle \u201ccarte archeologiche\u201d regionali.<\/p>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">Avvertenza<\/div>\n<div align=\"justify\">1) La rassegna di bibliografia archeologica sul Piemonte segnala il contenuto di studi a carattere archeologico in puntate quinquennali.<\/div>\n<div align=\"justify\">2) I criteri di ordinamento delle schede, gli indici e le abbreviazioni seguono l\u2019impostazione delle rassegne di bibliografia archeologica gi\u00e0 edite.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<div>3)\u00a0Le mostre ed i convegni sono schedati tra le opere generali se hanno avuto luogo in Piemonte, le relazioni singole sono schedate nella sede appropriata.<\/div>\n<div>4)\u00a0Gli \u201cStudi su argomenti\u201d comprendono anche studi su collezioni museali, se di provenienza piemontese, diversamente sono schedati tra i \u201cMusei e Collezioni\u201d con rimando alle opere pi\u00f9 significative.<\/div>\n<div>\n<p>5)\u00a0Sotto \u201cRitrovamenti, scavi e restauri\u201d sono schedate tutte le pubblicazioni, sia a livello di notizia che di relazione definitiva di scavo; ove i materiali siano trattati con particolare ampiezza sono stati richiamati negli \u201cStudi su argomenti\u201d.<\/p>\n<div>SOMMARIO<\/div>\n<div>\n<div>I.\u00a0 \u2013\u00a0OPERE GENERALI<br \/>\na)\u00a0Opere Generali<br \/>\nb)\u00a0Mostre e Convegni<br \/>\nc)\u00a0Opere Miscellanee<br \/>\nd)\u00a0Guide e Rassegne<br \/>\ne)\u00a0Storia delle conoscenze<\/p>\n<div><\/div>\n<div>II. \u2013\u00a0STUDI SU ARGOMENTI<br \/>\na) Preistoria<br \/>\nb) Protostoria e linguistica preromana<br \/>\nc) Incisioni rupestri<br \/>\nd) Storia romana ed Epigrafia<br \/>\ne) Centurazione, Strade ed Organizzazione del territorio<br \/>\nf) Architettura ed Urbanistica di et\u00e0<br \/>\ng) Arte romana<br \/>\nh) Ceramica ed altri materiali di et\u00e0 romana<br \/>\ni) Archeologia cristiana e altomedievale<br \/>\nj) Archeologia medievale e post-medievale<\/p>\n<div><\/div>\n<div>III.\u00a0 \u2013\u00a0RITROVAMENTI, SCAVI E RESTAURI<br \/>\n(in ordine alfabetico dei siti interessati)<\/p>\n<div><\/div>\n<div>IV. \u2013\u00a0MUSEI E COLLEZIONI<br \/>\n(in ordine alfabetico dei siti ove sono conservati i materiali)<\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>V. \u2013\u00a0ATTIVIT\u00c0 DELLA SOPRINTENDENZA<\/p>\n<div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>INDICI<br \/>\na) Autori delle opere schedate<br \/>\nb) Siti nominati<br \/>\nc) Riviste e collane consultate<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","comment_info":"No Comments","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4475"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11608,"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4475\/revisions\/11608"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bollettinodarte.cultura.gov.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}