PAUL DAVIES TEMPLUM PACIS: SANTA MARIA DELLA PACE NEL QUATTROCENTO
Il santuario di Santa Maria della Pace, costruito per volontà di papa Sisto IV (1471–1484) della Rovere, fu uno dei più importanti cantieri del Quattrocento romano. Sebbene d’impianto molto singolare per l’epoca — una tribuna ottagona, con una corta navata applicata a una delle sue facce — è stata oggetto di minore attenzione storiografica rispetto ad altre imprese costruttive roveresche, come la Cappella Sistina o Santa Maria del Popolo. Questo saggio riconsidera quanto già noto riguardo la fondazione della chiesa, l’immagine miracolosa che contiene e l’impatto che il culto mariano ha esercitato sulla sua definizione, specie in merito a orientamento e tipologia. Il saggio chiarisce la storia dell’edificio fino alla fine del pontificato di Innocenzo VIII e offre una ricostruzione dettagliata della sua struttura originaria, utilizzando i recenti affreschi scoperti nel chiostro bramantesco e svariati disegni (molti dei quali mai connessi alla fabbrica). Tale ricostruzione conferma la proposta di Hans Ost che l’interno fosse scandito da cappelle semicircolari, ma va oltre fornendo i dettagli della sua articolazione e analizzandone lo stile, seguendo cioè passo passo l’iter progettuale e le idiosincrasie del suo architetto, e ponendo le premesse per future attribuzioni. Infine, il saggio considera il ruolo giocato dalla chiesa della Pace nel panorama dell’architettura del primo Rinascimento romano, sostenendo che precedenti quali Santa Maria delle Febbre — anch’essa santuario mariano — e i tempietti ottagoni situati all’imboccatura di Ponte Sant’Angelo abbiano esercitato un’influenza diretta nelle fasi preliminari del progetto.
Ultimo aggiornamento
27 Novembre 2025, 11:50
BOLLETTINO D'ARTE