FRANCESCO CAGLIOTI L’ALTARE MAGGIORE DI PAPA INNOCENZO VIII IN SANTA MARIA DELLA PACE

L’altare originario di Santa Maria della Pace, voluto da papa Innocenzo VIII come ex voto dopo una sua grave malattia nel 1485, e adornato da un tabernacolo marmoreo per l’affresco prodigioso della Madonna delle Virtù, rimase in opera nel suo primo sito dal 1486 fino al 1611–1614, quando il tabernacolo fu trasferito in forma parzialmente mutata e ridotta nella cappella del Crocifisso, dove si vede ancora oggi. Questo contributo illustra la funzione e il genere dell’edicola innocenziana, la topografia, la struttura primitiva (e le sue trasformazioni secentesche), i modelli architettonici e figurativi di riferimento, il corredo iconografico, la datazione e gli autori. Il «muratore» Pasquale da Caravaggio, documentato nel 1490 come creditore della Camera Apostolica per una cifra di tutto riguardo connessa al compimento dell’impresa, ne fu il principale conduttore, ma dovette far ricorso a un progetto di Andrea Bregno (che, impegnato a Siena nella Cappella Piccolomini dal 1481 al 1485–1486, non aveva evidentemente potuto rendersi disponibile altrimenti) e all’esecuzione da parte di uno scultore anonimo, forse estraneo alla bottega bregnesca.

Ultimo aggiornamento

27 Novembre 2025, 11:52