GIULIA SPOLTORE LA CAPPELLA CAPODIFERRO MIGNANELLI: LA PALA DI VENUSTI E I MARMI COLORATI

L’aspetto della cappella Mignanelli, rimasto quasi del tutto immutato, si configura come documento fondamentale per una migliore comprensione del secondo Cinquecento romano. L’opera presenta un’integrazione coerente dell’elemento architettonico, decorativo e pittorico e l’uso sapiente della policromia marmorea. A partire dalla ricostruzione della fitta relazione di committenti e figure che si avvicendarono nella storia della cappella, con il supporto di nuova documentazione, è stato possibile avanzare una nuova datazione dell’attuale allestimento intorno all’ottavo decennio del secolo. In questa occasione, grazie ad alcuni raffronti stilistici e tipologici, si propone un’ipotesi attributiva per il progetto architettonico, ripercorrendo inoltre la storia dei monumenti funebri. La pala d’altare di Marcello Venusti è oggetto di una specifica rilettura in quanto, nella sua fattura a tratti incoerente sul piano stilistico (ma che ben si spiega alla luce dei documenti), sarà modello fondativo per la successiva pittura romana, a partire da Scipione Pulzone in poi.

Ultimo aggiornamento

27 Novembre 2025, 12:16