ALESSANDRO ANGELINI FABIO CHIGI E LA CAPPELLA DI FAMIGLIA IN SANTA MARIA DELLA PACE

Il contributo è dedicato all’impegno del senese Fabio Chigi per il restauro della cappella di famiglia in Santa Maria della Pace, ricostruibile attraverso le fonti e in particolare il carteggio da lui intrattenuto con il cugino di suo padre, Agostino Chigi, rettore dell’Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena, che lo sosteneva finanziariamente negli studi a Roma ed era assai sensibile ai valori artistici e alle memorie familiari. La partenza di Fabio per Ferrara nel 1629, con la missione di vice–legato, non permise di portare avanti i lavori e si sarebbero dovuti attendere più di vent’anni per intervenire sulla cappella, garantendosi l’impegno di Pietro da Cortona. Ma in quella fase — quando Fabio Chigi era già stato eletto papa nel 1655 — il grande protagonista della pittura romana si sarebbe limitato a disegnare lo sportello del ciborio bronzeo per l’altare della cappella, il cui modello sarebbe stato plasmato in creta da Cosimo Fancelli. Sotto l’affresco di Raffaello con le celebri Sibille ai due lati della cappella sarebbero intervenuti altri due scultori romani della cerchia di Bernini, Antonio Raggi ed Ercole Ferrata, accanto allo stesso Fancelli. Così un intervento di restauro che era stato concepito in un primo momento in termini strettamente pittorici, si trasformò in una nuova decorazione scultorea, molto indicativa delle propensioni più recenti di Alessandro VII e della sua continua frequentazione con Bernini.

Ultimo aggiornamento

27 Novembre 2025, 13:36